ORE 07:15
È già suonata la sveglia! È vero, oggi sarà il tuo primo giorno di scuola, finalmente alle elementari!
Aspettiamo questo momento da un paio di anni, le maestre pensano che alle elementari comincerai a rispettare le regole e gli spazi. All’infanzia invece … eri la più simpatica delle gazzelle, ora da una parte, un secondo dopo dall’altra, cominciavi un’infinità di giochi e attività senza mai portarle al termine.
Ti diciamo “ehi sei su Marte?”, sì, perché spesso ti parliamo ma cominci a pensare ad altro, te lo si legge in faccia.
Sei buffo… lo sei, quando all’ennesimo “aspettami seduto” fai su e giù dalla sedia; lo sei, quando cominci a chiacchierare senza sosta, quando ti precipiti a dare risposte ancora prima di avere ascoltato la domanda.
Ma… aspettiamo le elementari dicono … ok eccoci!
LE POSSIBILI CAUSE DEL DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE E/O IPERATTIVITÀ – ADHD O DDAI
Oggi conosceremo meglio il Disturbo da Deficit di Attenzione e/o Iperattività – ADHD o DDAI (DSM 5), si tratta di un altro dei Disturbi del Neurosviluppo, che si manifesta con difficoltà di concentrazione, controllo degli impulsi e del livello di attività.
È fondamentale sottolineare che l’ADHD non rientra in una “neurotipica” fase di crescita, non è neppure il risultato di una “cattiva educazione”, né, ancor meno, frutto di “monellerie” del vostro bambino. Le cause sono, come di consueto, un misterioso intreccio tra fattori genetici, neurobiologici (difetti nella struttura e funzionamento della parte frontale del cervello, quella deputata al controllo, alla pianificazione, all’organizzazione) e ambientali (fattori di rischio prenatali come assunzione di alcool in gravidanza, esposizione prolungata al fumo di sigaretta, …).
LA DIAGNOSI ADHD
Insorge prima dei 12 anni e può manifestarsi nel “sottotipo disattento”, per i bambini che presentano esclusivamente sintomi di disattenzione; oppure nel “sottotipo iperattivo”, per i bambini che presentano esclusivamente sintomi di iperattività; o presentare sia disattenzione che iperattività (“sottotipo combinato”).
La diagnosi avviene solitamente tra gli 8 e i 10 anni, ma non di rado vengono poste diagnosi anche dopo l’adolescenza, questo accade solitamente ai bambini che in qualche modo si sono adattati alle richieste ambientali e non hanno quindi avuto una forte interferenza nelle aree fondamentali della loro vita, fino al momento in cui ci si mobilita per la diagnosi.
Per procedere con questa diagnosi i sintomi devono persistere per almeno 6 mesi, ridurre la qualità del funzionamento scolastico, relazionale, lavorativo e presentarsi in un certo numero: 6 o più sintomi di disattenzione o iperattività, oppure entrambe.
Cosa vuol dire? Che può assolutamente capitare che il vostro bambino presenti qualche sintomo, ma questo non vuol dire che abbia un disturbo dell’attenzione e/o di iperattività (i sintomi devono essere 6 o più). Leggendo i sintomi probabilmente molti di noi pensano di presentarne almeno qualcuno. Per questo è fondamentale rivolgersi agli esperti per procedere con delle ipotesi diagnostiche.

QUALI SONO I SINTOMI DELL’ADHD
Come si comporta un bambino con disattenzione?
- Non riesce a prestare attenzione ai dettagli e compie errori di distrazione
- Presenta difficoltà nel seguire istruzioni e non riesce a completare compiti
- Difficoltà a mantenere l’attenzione durante le attività e facilità alla distrazione
- Spesso è distratto da stimoli estranei – Risulta sbadato nelle attività quotidiane
- Evita le attività che richiedono un impegno mentale continuativo
- Spesso non ascolta quando gli si parla direttamente
- Presenta difficoltà a organizzare compiti e attività – Spesso perde le cose necessarie per le attività quotidiane
Come si comporta un bambino con iperattività o impulsività?
- Spesso si agita con le mani e i piedi o si dimena sulla sedia
- Spesso corre o si arrampica eccessivamente in situazioni in cui ciò è inappropriato
- Spesso è “in movimento” e agisce come se fosse spinto da un motorino
- Spesso ha difficoltà a giocare o ad impiegare il tempo libero in attività tranquille- Spesso parla eccessivamente- Spesso si alza dal proprio posto in classe o in altre occasioni nelle quali ci si aspetta che rimanga seduto
- – Spesso “spara” le risposte prima che le domande siano state completate
- – Spesso interrompe o si intromette nei discorsi- Spesso ha difficoltà ad aspettare il proprio turno
- È necessario, per porre diagnosi di questo tipo, che i sintomi non siano secondari ad altri disturbi (schizofrenia, disturbo dell’umore, disturbo d’ansia, …), o siano effetti collaterali di terapie farmacologiche.
COSA FARE IN CASO DI SOSPETTO DI ADHD E QUALI TERAPIE
- Recarsi da un neuropsichiatra infantile e procedere con eventuale iter diagnostico.
- Non arrendersi! Le difficoltà di concentrazione o l’estrema iperattività possono essere affrontate, ed è possibile migliorare la qualità della vita ed assistere ad una diminuzione dei sintomi.
Il National Institute for Health and Clinical Excellence NICE (2009) della Gran Bretagna sottolinea le forti implicazioni psicologiche, comportamentali ed educative del disturbo. Pertanto lo stesso dovrebbe essere trattato sul piano cognitivo, comportamentale e, quando necessario, farmacologico.
Sul profilo comportamentale, risulta efficace l’approccio analitico comportamentale (ABA), al fine di ridurre i comportamenti problematici, attraverso strategie che permettano di incrementare i comportamenti socialmente accettati e quindi gratificati (aumento dei tempi di attesa, conclusione di attività gradualmente più impegnative, rispetto dei turni nella conversazione e nel gioco, …) (Baldwin, 1999).
Parallelamente, sul piano cognitivo, si mira a far raggiungere al bambino/ragazzo un maggiore monitoraggio e controllo delle proprie azioni ed emozioni (Vio e Matiuzzo, 2010).
L’IMPORTANZA DEI PARENT E TEACHER TRAINING
Qualsiasi intervento necessita infine di uno stretto raccordo con la famiglia e la scuola, attraverso percorsi di Parent Training e Teacher Training. Attraverso il Parent Training (Vio e Spagnoletti, 2013) si insegnano ai genitori le strategie per essere più riflessivi, più coerenti nelle pratiche educative, più organizzati e strutturati nell’ambiente familiare, al fine di ridurre i comportamenti problematici e favorire le capacità di autogestione del bambino. Attraverso il Teacher Training (Celi e Fontanta, 2007), invece verranno fornite indicazioni agli insegnanti sulla strutturazione e organizzazione dell’ambiente scolastico considerando le caratteristiche e i bisogni specifici del bambino, al fine di migliorare la capacità di attenzione e motivazione all’apprendimento e favorire la relazione con i pari.
Eccole le scuole elementari! Ecco le nostre montagne russe “è intelligente, ma agitato”, “ha spinto un compagno”, “ha dimenticato il quaderno con i compiti a casa”.
Qualcosa non andava, le maestre erano d’accordo, il neuropsichiatra non aveva dubbi “vostro figlio ha l’ADHD, ma potrà incanalare le sue energie, potrà imparare a regolarsi, migliorare i suoi livelli di attenzione”.
Tu hai l’ADHD ma sei sempre tu, la nostra gazzella, tu… buffo come sempre.
Impareremo insieme cosa è giusto fare, come ripulire la tua testolina dai mille pensieri, come portare a termine compiti impegnativi, come stare seduti su una sedia per qualche minuto in più.
Bibliografia
- American Psychiatric Association. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali – Quinta Edizione. A cura di Biondi M. Raffaello Cortina Editore, Milano, 2014.
- Baldwin, S. (1999). Applied Behavior Analysis in the Treatment of ADHD: A Review and Rapprochement. Ethical Human Sciences and Services Vol 1.
- Celi, F., & Fontana, D. (2007). Formazione, ricerca e interventi psicoeducativi a scuola. Storie di cooperazione tra psicologi e insegnanti, McGrew-Hill, Milano.
- Mattiuzzo, T., & Vio, C. (2010). Favorire l’autoregolazione del comportamento in bambini con disturbo da deficit di attenzione/iperattività: uno studio di efficacia e di efficienza di un trattamento psicologico. Psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, 77(2), 1000-1017.
Vio, C., Spagnoletti, M.S. (2013). Bambini disattenti e iperattivi: parent training. Trento: Erickson.
